Navdanya: «Fusione Bayer-Monsanto, le multinazionali vogliono controllare cibo e governi»

L’Unione Europea, con una decisione che non ha mancato di sollevare un’ondata di critiche e polemiche, ha dato il proprio benestare alla fusione tra i due colossi Bayer e Mosanto, che daranno vita a una mega-concentrazione di poteri e interessi nei campi della farmaceutica, agrochimica e biotecnologie. L’associazione Navdanya: «Operazioni aggressive per controllare mercato e istituzioni in nome del profitto».

È arrivato il benestare dell’Unione Europea alla fusione tra Bayer e Monsanto. Benchè la benedizione della UE risulti “condizionato” da una serie di misure atte a evitare la concorrenza tra posizioni sul mercato, il nocciolo della questione appare vertere su ben altri fronti.

«Le questioni relative alle fusioni delle grandi multinazionali non riguardano solo aspetti commerciali e di competizione come la commissaria Vestager vorrebbe farci intendere – spiegano dall’associazione Navdanya International – ma anche e soprattutto aspetti politici. Ci troviamo infatti di fronte a una strategia disegnata per estendere il controllo delle multinazionali non solo sul nostro cibo ma sulla nostra democrazia. Attraverso fusioni aggressive queste grandi aziende stanno espandendo i loro mercati e, rivolgendosi direttamente ai decisori politici, aumentando contestualmente la loro influenza e la pressione su governi e istituzioni. Attraverso la propaganda stanno inoltre screditando la scienza indipendente per garantire che i regolamenti sanitari e ambientali non interferiscano con le loro attività di profitto, portando così sempre più all’erosione dei nostri principi democratici. Espandendo i loro monopoli su sementi e cibo, prodotti chimici e medicinali, le multinazionali stanno aumentando il loro controllo sui nostri alimenti e sulla nostra salute. A ciò si aggiungono altre tattiche come la propaganda, l’acquisizione di dati tramite il digital farming, gli attacchi alla scienza indipendente, la sfida aperta nei confronti delle leggi esistenti a tutela della salute e dell’ambiente, fino a comportamenti criminali come quelli rivelati nei Monsanto Papers. Gli effetti negativi di questo sistema ricadono maggiormente sui piccoli e medi produttori e sui consumatori meno abbienti».

«Le sei grandi aziende multinazionali che detengono il controllo sulla produzione mondiale di sementi, pesticidi e biotecnologie vogliono quindi allargare il loro impero attraverso mega acquisizioni – prosegue Navdanya – Se queste fusioni venissero definitivamente approvate, solo tre aziende avrebbero il controllo del 60 per cento delle sementi mondiali e del 70 per cento dei prodotti agrochimici e dei pesticidi. Il consolidamento di posizioni dominanti impedirà l’emergere di modelli agricoli sostenibili che aumentano la concorrenza e creano diversi sistemi di approvvigionamento di semi, produzione agricola e commercio. L’ampliamento del modello agricolo industriale avrà inoltre un grave impatto sull’ambiente, sulla biodiversità e sul cambiamento climatico, a causa della contaminazione del suolo, dell’acqua e dell’atmosfera, pur contribuendo solo ad una minima parte del fabbisogno alimentare mondiale, cui ancora provvedono i piccoli agricoltori».

«Siamo convinti – aggiungono dall’associazione – che le soluzioni possibili alle molteplici crisi che stiamo vivendo debbano invece venire dall’adozione di un modello che rispetti la terra e la dignità delle persone. In tutto il mondo piccoli e medi agricoltori stanno già mettendo in pratica un’agricoltura ecologica che rinnova la fertilità del suolo e la biodiversità e fornisce cibo sano e di qualità alle proprie comunità. Come ha dimostrato il lavoro di Navdanya nel corso degli ultimi trent’anni, possiamo coltivare abbastanza cibo nutriente per sfamare due volte l’attuale popolazione mondiale far fronte ai problemi legati alla malnutrizione e alle malattie croniche e creare allo stesso tempo un sistema resiliente capace di mitigare i cambiamenti climatici. Continueremo a rivendicare i diritti dei piccoli e medi produttori, che pur venendo schiacciati da questi meccanismi, sono gli unici in grado di garantire una produzione di cibo genuino e di qualità. Inoltre non smetteremo di combattere questo tentativo di presa di potere da parte delle multinazionali, che invece di essere regolate dai nostri rappresentanti eletti dai cittadini, riescono sempre più a vestire i panni dei regolatori, attraverso pesanti azioni di lobby ponendo così una grave minaccia al nostro stesso sistema democratico».

terranuova.it/…/Navdanya-Fusione-Bayer-Monsanto-le-multinazionali-vogliono-controllare-cibo-e-governi

 

 

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Se mi tradisci mi cancello. Come scomparire da Facebook

Separarsi da Facebook può essere più complicato e devastante come divorziare dalla propria moglie o dal proprio marito. Non ci sono solo gli amici online, l’abitudine e le sciocchezze che amiamo leggere quotidianamente. Per alcuni di noi ci sono anche i rapporti di lavoro, la reputazione, l’autopromozione, la nostra immagine digitale. E poi c’è la tecno-burocrazia della gestione dell’uscita dal social network. Proprio così, tecno-burocrazia. Perché giustamente uscire da Facebook senza lasciare traccia non sarà come inviare una mail o accedere al proprio home banking. Quindi se volete conoscere le opzioni per abbandonare Zuck e il suo mondo mettetevi comodi e armatevi di santa pazienza. Continua a leggere “Se mi tradisci mi cancello. Come scomparire da Facebook”

Il vuoto politico che indebolisce l’Italia e l’Europa

L’Italia uscita dalle urne il 4 marzo è ingovernabile, e tale resterà fino a quando gli italiani non saranno chiamati a risolvere la crisi tornando a votare o, in alternativa, dopo che lunghi mesi di trattative avranno prodotto riavvicinamenti al momento improbabili.

In altre parole, le notizie sono pessime per la terza economia europea e per l’Unione stessa, di cui questo pasticcio non facilita certo il rilancio. Ma davvero possiamo parlare di catastrofe?

L’avanzata dell’estremismo
Cominciamo dai motivi di preoccupazione. In un momento in cui il mondo avrebbe bisogno di un’Europa forte e capace di pesare sulla scena internazionale, le elezioni italiane confermano la crisi delle due grandi forze politiche che avevano strutturato lo scacchiere nazionale e paneuropeo dalla fine della seconda guerra mondiale. La socialdemocrazia e la democrazia cristiana perdono elettori a ogni scrutinio. Continua a leggere “Il vuoto politico che indebolisce l’Italia e l’Europa”

Ecco perché le aziende scappano

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Delocalizzare per tagliare i costi. E, in alcuni casi, usufruire di condizioni fiscali più convenienti. Il dumping fiscale, procedura con la quale alcuni Paesi attraggono produzioni da altre parti del mondo, abbassando le aliquote e la pressione fiscale, (e in alcuni casi offrendo anche sconti e incentivi) è finito al centro dello scontro tra il governo ed Embraco, la società brasiliana del gruppo Whirlpool che ieri ha confermato 500 licenziamenti nel torinese e che è pronta a trasferire la produzione dei compressori per frigoriferi in Slovacchia.

Ma la Embraco non è la sola realtà ad aver scelto di fare le valigie per l’Est. A volare in Slovacchia c’è anche un’altra multinazionale statunitense, la Honeywell, che realizza compressori per motori diesel ad Atessa, in provincia di Chieti, dando lavoro finora a circa 400 persone, senza contare l’indotto. Per non parlare di moltissime altre imprese che negli anni hanno deciso di spostare la produzione in Slovacchia. Continua a leggere “Ecco perché le aziende scappano”

Italia in ritardo su pagamenti digitali e wi-fi: così i turisti cinesi vanno altrove

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Il turista cinese vive sullo smartphone, paga la stanza prenotata con il QR code, non entra in un locale se il pos non funziona. E tanto meno paga cash se la sua carta di credito UnionPay non è accettata. Ma soprattutto va dove lo portano i “suoi” social media: Tencent, Wechat, Tuniu. Eppure tra hotel, aeroporti e città, le istituzioni che hanno il bollino “Welcome chinese” non sono più di 300.

Ce la farà l’Italia a vincere la sfida del turismo cinese, tra pos che non funzionano, Wi-Fi che stenta e hotel privi di bollitore per il te? I numeri sono in costante crescita, ma l’exploit non si vede. E ieri, la presentazione del primo Summit Ue-Cina sul turismo – che inaugura il 2018 come anno del turismo Europa-Cina – è stata l’occasione per fare il punto su risultati (mentre di strategie, investimenti e attrazione si parlerà al summit di stamane a Palazzo Ducale). Continua a leggere “Italia in ritardo su pagamenti digitali e wi-fi: così i turisti cinesi vanno altrove”

Scuola digitale, ecco tutto quello che non funziona

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Miliardi di euro investiti in tecnologie “pesanti” che rischiano di diventare presto obsolete. Modelli didattici rimasti antichi. Poco controllo sulla qualità delle proposte che arrivano ai singoli istituti. Sempre più ricerche ed esperti chiedono di ripensare la moda dei tablet in classe.

Un computer su ogni cattedra, una eLavagna in ogni aula, un eBook in ogni zaino. E poi tablet, smartphone, videogame. Non c’è ministro all’Istruzione degli ultimi cinque governi che non abbia messo in primo piano la necessità di far avanzare la tecnologia nelle classi.
Senza ombre o dubbi sulla priorità del programma, alla voce “digitale” sono state indirizzate risorse per due miliardi di euro dal 2008 a oggi: finanziamenti di Stato ed europei destinati prima soprattutto al Sud e raccolti poi dal governo di Matteo Renzi in un unico piano da un miliardo di euro, inciso di fianco alla riforma della “Buona Scuola”. Continua a leggere “Scuola digitale, ecco tutto quello che non funziona”

Pensioni a rischio: ecco cosa stanno combinando le casse di previdenza

Avevano promesso trasparenza. Invece 
i signori della gestione privata continuano a governare 80 miliardi di euro senza controlli. E le regole per evitare investimenti sbagliati sono ferme da tre anni.

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/12/06/news/chi-si-gioca-la-tua-pensione-1.315617

I Paesi Bassi si preparano al cambiamento climatico

Screenshot (72)Nessun Paese al mondo come i Paesi Bassi teme cambiamento climatico. Il riscaldamento globale e l’innalzamento delle acque rendono necessarie nuove soluzioni per evitare che il suo territorio venga sommerso dall’oceano. Dal 2011 Vicino all’Aia è in funzione il Zandmotor: un’opera da 20 milioni di euro di riempimento delle spiagge. Il concetto alla base del progetto pilota è quello di costruire con la natura. L’uomo qui ha fatto solo l’indispensabile: dopo aver prelevato dai fondali del Mare del Nord ben 21 milioni di metri cubi di sabbia ed averli depositati a riva, ha lasciato che fossero le correnti marine a distribuire in maniera naturale la sabbia lungo il litorale. Da allora, la spiaggia ha guadagnato almeno 50 metri in larghezza, mettendo al sicuro 30 km di costa per i prossimi 25 anni.

http://it.euronews.com/2017/11/16/i-paesi-bassi-si-preparano-al-cambiamento-climatico

Il centro commerciale aperto anche a Natale: modernità o sfruttamento?

Il più grande mall d’Italia sarà attivo, per la prima volta, anche il 25 dicembre, ormai ultimo giorno “tabù” per i servizi commerciali. I dipendenti protestano ma i clienti non mancano

Sì, «esortiamo i cattolici e tutti coloro con un po’ di buon senso a non recarsi nei centri commerciali la domenica e le feste comandate, i lavoratori non sono comprabili solo perché tu paghi. Continua a leggere “Il centro commerciale aperto anche a Natale: modernità o sfruttamento?”

Nestlé, Danone e Coca Cola si stanno rubando tutta l’acqua

L’acque è una risorsa importante e la Nestlé lo sa bene, continuando nelle sue acquisizioni, in questo caso nella riserva degli indiani Morongo in California.

Gli abitanti di Riverside, vivendo in una terra arida con penuria di acqua al confine di questa regione, si lamentano del fatto che la multinazionale svizzera riesca ad estrarla dal sottosuolo e imbottigliarla con il marchio Pure Life rivendendola in tutto il Nordamerica. Continua a leggere “Nestlé, Danone e Coca Cola si stanno rubando tutta l’acqua”

Portate via i genitori dalle scuole, subito

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Negli ultimi trent’anni gli effetti del cosiddetto “parent involvement” sulla scuola e sulla vita dei propri figli sono stati catastrofici, malgrado tutte le convinzioni che abbiamo nutrito per anni l’unica soluzione è che lascino il campo agli insegnanti e al loro lavoro. Continua a leggere “Portate via i genitori dalle scuole, subito”

La rivoluzione digitale di Diego Piacentini è la cosa più importante che sta succedendo in Italia

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Ricordate il supermanager di Amazon chiamato da Renzi per rendere digitale la pubblica amministrazione italiana? Quasi nessuno ne parla più, ma sta portando avanti progetti che potrebbero cambiare i connotati del nostro Paese. Avviso ai naviganti: è così che dovrebbe funzionare sempre
Qualche settimana fa, tra il 7 e l’8 ottobre si è svolto il più grande hackaton che si sia mai svolto in Italia: 25 sedi in contemporanea, 800 sviluppatori, 116 team, 80 community e 200 mentor. Un hackaton organizzato dal Team per la Trasformazione Digitale guidato da Diego Piacentini finalizzato a cambiare la Pubblica Amministrazione italiana, di cui si è detto poco o nulla, tanto eravamo impegnati a discutere di emergenza profughi e fake news. Continua a leggere “La rivoluzione digitale di Diego Piacentini è la cosa più importante che sta succedendo in Italia”

Xennials, inventarsi un lavoro che ci renda felici

Un tempo la questione era molto semplice: una persona poteva lavorare oppure no. Al massimo ci si poteva spingere a categorizzare se la tal persona aveva un buon lavoro oppure no, laddove il “buon lavoro” rispondeva a criteri prevalentemente di prestigio sociale o di sicurezza contrattuale, come il lavoro pubblico. Oggi, nel 2017, la situazione è tremendamente complicata, parcellizata, sfaccettata. In principio è stato il lavoro precario, poi il lavoro a chiamata, poi la partita iva ma con orari da ufficio, poi molti si sono resi conto che tanto valeva mettersi in proprio, qualcuno ha scoperto di poter arrotondare con la sharing economy e la gig economy e da qui tutti travolti nel turbine dei coworking e dei lavoratori incategorizzabili. Continua a leggere “Xennials, inventarsi un lavoro che ci renda felici”

Giovani, i nuovi poveri in Italia

I giovani sono i più colpiti dalla povertà. A dirlo è il recente Rapporto sulla povertà della Caritas Italiana che restituisce una fotografia preoccupante del nostro Paese: la povertà infatti è un fenomeno più pervasivo e diffuso rispetto agli scorsi anni. Inoltre, come si diceva, il dato allarmante è che le persone più penalizzate non sono solo gli anziani, i pensionati, come nel passato, ma i giovani. E mentre in Europa la povertà giovanile è in declino, in Italia è in aumento (dal 2010 al 2015 si riscontra un incremento del 12,9%).
Nel 2015 (ultimo anno disponibile per questo tipo di dato fornito dall’Eurostat) spicca la presenza di oltre 117 milioni di europei a rischio di povertà (23,3% della popolazione complessiva legalmente presente nell’UE a 27 paesi, al primo gennaio 2016). In Italia, il numero totale di persone nello stesso tipo di condizione è di 17 milioni 469mila (28,8% della popolazione), di questo esercito quasi 2 milioni sono giovani. Continua a leggere “Giovani, i nuovi poveri in Italia”

Poche storie, all’Italia servono più migranti

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No, non ci stanno invadendo: l’Italia resta una delle destinazioni meno ambite. Non ci rubano ricchezza: con la differenza tra contributi versati e percepiti si pagano le pensioni di 600mila italiani. E siccome siamo un Paese sempre più anziano, per salvare il nostro welfare ne servirebbero di più
di Marco Sarti

Gli immigrati ci tolgono ricchezza? Non è proprio così. Anche perché con i 5 miliardi di differenza tra i contributi versati e percepiti dai migranti regolari, l’Inps paga le pensioni di 600mila italiani. E allora perché vengono tutti nel nostro Paese? Ecco un’altra inesattezza. Il fenomeno migratorio è molto ridotto rispetto alla percezione che abbiamo. Secondo l’Unhcr, dal 2008 al 2015 sono arrivati in Europa, via mare, 875mila migranti. Sono lo 0,17 per cento della popolazione europea
Soprattutto, non c’è alcuna catastrofe demografica in vista. Il nostro è un Paese in declino. Nel 2015 il saldo negativo tra nati e morti ha portato alla scomparsa di 140mila italiani.

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La classe media cinese è sempre più ricca, e se non lo capiamo in fretta saranno guai

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Le aziende occidentali in genere non capiscono che il mercato cinese in pochi anni sopravanzerà quello occidentale. Investono, poco, male. Atteggiamento miope. Eppure basterebbe più attenzione per aprirsi prospettive nuove, e ghiotte.

In Europa, parlando dell’economia Cinese, si sottolinea sempre la necessità di un forte aumento dei consumi, che oggi pesano meno di Export e investimenti (rispetto ovviamente alle altre economie sviluppate). Si dice spesso che questa sarà la sfida del secondo mandato del Presidente Xi Jinping. Continua a leggere “La classe media cinese è sempre più ricca, e se non lo capiamo in fretta saranno guai”

Vantarsi di evitare la tv e i social network non rende migliori

Storicamente, le persone alle quali piace considerarsi intellettuali hanno sempre irriso alle masse che sprecano le giornate dedicandosi a “divertimenti sciocchi”. La definizione di “sciocchi” continua però a cambiare: fino a non molto tempo fa, era considerato frivolo leggere romanzi; poi il loro posto è stato preso dalla televisione, e i romanzi sono diventati da intellettuali.

Per anni mi sono detto che ero diverso dalle persone comuni che guardavano in media quattro ore di televisione al giorno (la mia media si avvicina di più ai 15 minuti), perché facevo qualcosa di molto più intelligente: navigavo su internet. Ma ultimamente, soprattutto grazie ai social network, è diventato impossibile ignorare che anche questa è un’attività fatua. Continua a leggere “Vantarsi di evitare la tv e i social network non rende migliori”

Stress da sovraccarico informativo: come possiamo sopravvivere?

Vi è mai capitato di sentire il fiato corto davanti ai 3,5 milioni di risultati di Google in risposta ad una semplice domanda? O di andare a caccia di informazioni su un disturbo medico e non riuscire ad orientarvi tra fatti e interpretazioni, distinguendo i pareri autorevoli dagli altri? O ancora di perdervi nei meandri della rete, cedendo al canto sinuoso dei link multimediali, uno via l’altro, e di ritrovarvi stanchi e confusi al termine della navigazione, senza neppure riuscire a ricordare cosa steste cercando?
Viviamo immersi in un mondo di informazioni, in una vera e propria infosfera, come suggerisce Luciano Floridi, uno dei massimi esperti di filosofia ed etica dell’informazione, docente all’Università di Oxford. Aumentano le informazioni su qualunque argomento, dall’attualità alla salute, dalla cucina al cinema, dai viaggi ai corsi di formazione, e cresce la loro accessibilità, un tempo decisamente più limitata.  Continua a leggere “Stress da sovraccarico informativo: come possiamo sopravvivere?”